Imparate dagli errori di #IHob: Lezioni da una campagna di Social Media Marketing (Guest Post di Sedale McCall)

La campagna di IHOP per il rebranding di “IHOb” ha creato un enorme buzz su Twitter. Ma ha aumentato le vendite di IHOP? O era solo un momento di social media? La risposta potrebbe sorprendervi.

A metà giugno del 2018, l’IHOP, nota marca internazionale di pancake, ha annunciato che avrebbe cambiato nome in IHOb. Il cambiamento è stato un gioco creativo, che ha capovolto la P e la ha trasformata in una “b” minuscola. La catena ha tenuto nascosto un segreto prima di rivelare che la “b” rappresentava gli hamburger.

iHob campaign
Campagna di IHOB

Quali sono stati i risultati? Sui social media, la trovata pubblicitaria ha avuto un gran successo. La ricerca di Crimson Hexagon ha mostrato un enorme picco nel giorno dell’annuncio, trasformando una lunga diminuzione di popolarità per il ristorante. Il che è una grande notizia. Ma per quanto riguarda le visite? Questa è una storia diversa. Secondo una ricerca di Foursquare, non c’è stato alcun aumento del traffico nei negozi a oltre una settimana dal lancio.

Allora, cos’è successo? In che modo le tendenze dei social media si trasformano in vendite? Ecco alcuni pensieri:

Suggerimenti per trasformare una campagna di social media marketing in risultati di business

Conosci il tuo pubblico. La prima cosa nella quale penso che la campagna abbia fallito è stata l’attenzione al pubblico. La maggior parte dei tweet sembrava essere confusa sul perché l’IHOP avesse optato per gli hamburger. Coloro che hanno indovinato prima dell’annuncio hanno pensato che la “b” avrebbe potuto essere per “colazione” (in inglese Breackfast) (che era anche la mia ipotesi) o forse bacon. Chiaramente, gli hamburger non avevano senso per il pubblico. Quando conosci il tuo pubblico, le mosse che fai, hanno un senso per loro.

Allineare la campagna con il marchio.  Allineate le vostre campagne con il vostro attuale marchio e percezione del marchio e troverete più successo nel business. IHOP non ha aggiornato il proprio marchio per decenni ed è più un marchio nostalgico e classico che un marchio trendy e cool. Pensare a se stessi in questo modo potrebbe aver migliorato questa campagna.

Lega la tua campagna a un’azione prima dell’obiettivo aziendale. L’altro grande errore commesso da questa campagna di social media è stato che sono passati direttamente dall’annuncio alla richiesta di visite. Ma non c’era alcun incentivo per i consumatori a visitare il sito. Ad esempio, forse se avessero chiesto agli utenti di votare nuovi hamburger o di presentare le proprie idee, avrebbero potuto portare alle persone di visitare per scoprire quali hamburger hanno vinto. Oppure, avrebbero potuto offrire un coupon per un hamburger gratuito a quelli che hanno indovinato il nuovo concept su twitter. Piccole modifiche come questa darebbero ai consumatori più motivi per visitare il sito e non soffermarsi solo su twitter.

I social media trend raramente si trasformano in risultati di business. Questo perché è molto più facile retwittare e pubblicare piuttosto che effettuare un acquisto. Ciò significa che è necessario aumentare il valore dell’azione e ridurre la spesa per il cliente.

Un grande esempio è stato quello di McDonald’s quando ha annunciato che avrebbero servito anche la colazione.

La catena ha risposto su twitter a tutti i vecchi tweet di persone che chiedevano la colazione servita tutto il giorno ( qui potete trovare uno dei miei mentori dal 2008). Quindi, coloro che hanno risposto al tweet hanno potuto ricevere un coupon direttamente dall’azienda.Il risultato in termini di conversioni è stato molto migliore. Le vendite di McDonald’s in quel trimestre sono aumentate del 6% e il prezzo delle azioni è salito al massimo storico.

La lezione qui è semplice. Realizzare piccole e autentiche modifiche al vostro marchio è il modo migliore per far sì che le campagne creino un vero successo aziendale. Utilizzate questi suggerimenti per rendere le vostre campagne digitali un successo!

Per ulteriori suggerimenti sull’utilizzo dei social media per la vostra azienda, visitate https://todayonsocial.com. Today on Social offre suggerimenti, tendenze e notizie sui social media per piccole aziende, blogger e marchi.

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30 thoughts on “Imparate dagli errori di #IHob: Lezioni da una campagna di Social Media Marketing (Guest Post di Sedale McCall)

  1. molto interessante questo articolo e ottimo questo suggerimento, piccoli cambiamenti ben strutturati son sempre positivi se si fanno in base alle esigenze di chi ci segue

  2. Quanto c’è da imparare da questi colossi internazionali sul social media marketing.
    Questa storia non la conoscevo, è davvero curiosa e divertente! E fa molto molto riflettere…

  3. E’ un post molto interessante su cui riflettere. Mi ha fatto venire in mente delle possibili attività. Ovviamente terrò ben presente la lezione imparata. Grazie.

  4. Giustissimo quando dici che non hanno incentivato i consumatori, e se non dai uno sprone al cliente potenziale, quello non si muove, o almeno la maggior parte di essi.
    LA trovata pubblicitaria sui social può avere presa, a livello di visite, interazioni, impressioni, ma se non coinvolgi bene non ci sarà poi il riscontro finale.
    Ottimi consigli!

  5. Da appassionato di digital marketing ho letto questo post tutto di un fiato.
    Peccato perché una campagna che ha ottenuto tutta questa visibilità poteva essere sfruttata meglio. Conoscere la propria buyer persona non è proprio semplicissimo, ma un brand cosi grosso non può permettersi un errore cosi grossolano. Inoltre aver reso “partecipi” in qualche modo i clienti avrebbe fruttato di più a livello di vendite. Da stampare e mettere nella cartella “Errori da evitare”

  6. L’errore che ha fatto questa azienda è quello di non aver coinvolto concretamente il suo pubblico, non offrendo nulla, se non un bombardamento sui social, che ha destato curiosità solamente.
    Di fatto non ha portato a nulla in termini economici, trattandosi di un’azienda che vende cibo.

  7. Ottimi consigli, grazie mille. Da tenere sicuramente a mente. L’errore della azienda è forse stato quello di puntare troppo sul nome e meno sui contenuti? Prodotto / servizio?

  8. Mi sono chiesta spesso se tutte le visite sui social network portino effettivamente a un aumento delle vendite del prodotto…. E vedo che in effetti il passaggio non è scontato

  9. Interessantissimi come sempre i tuoi spunti sul marketing! E soprattutto hai fatto un ottimo esempio di quello che accade quando un’azienda sta sui social senza però studiare bene il social, senza conoscere il suo pubblico e senza sapere bene che cosa vuole dal social (follower o conversioni? engagement o brand awareness?)
    Ogni pubblicitario dovrebbe collaborare con un social media strategist e ogni social media strategist dovrebbe parlare tanto ma tanto ma tanto con gli addetti al marketing.

  10. Bombardare senza coinvolgere emotivamente non ha senso eppure gli errori servono a tutti. A chi li compie per individuare veri punti di forza e a chi assiste per non ripeterli.

  11. Dagli errori, qualsiasi essi siano, si impara sempre. Che siano i propri o degli altri. l’importante è saperli analizzare

  12. Davvero molto interessante questo case study, sicuramente può essere molto utile anche per chi gestisce brand più piccoli, ma deve fare una campagna sui social media, magari per annunciare un cambiamento 😉 Complimenti per la tua analisi!

  13. Ottimi suggerimenti, da elaborare e da prendere come spunti di miglioramento per i nostri progetti e le campagne! Soprattutto per chi ancora non è proprio un esperto di social media marketing (come la sottoscritta!).
    Portando l’esempio di iHobs, si capisce chiaramente come una presenza sui social non programmata e non pensata a dovere possa rapidamente trasformarsi in una perdita di tempo, se non addirittura in un piccolo danno all’azienda e al progetto!

  14. C’è molto da imparare dalle tue osservazioni, in particolare per me che ignoro completamente queste dinamiche. Certo non è il mio lavoro ma saperne di più sarebbe utile. Leggerò più spesso i tuoi articoli

  15. ho letto con attenzione quello che hai scritto, mi ha incuriosito particolarmente la strategia di rebrandering, anche se ho avuto una piccola e modesta esperienza in un rebrandering, e devo dire che a distanza di un anno molte volte mi ritrovo ancora a combattere con la variazione di denominazione societaria. troppe carte e scartoffie.

  16. Articolo interessante 🙂
    Ho trovato molto interessante l’ultimo punto che hai descritto, quello sul coinvolgimento del pubblico con un’azione.

    L’errore dell’azienda è stata proprio quella di non coinvolgere i clienti, a quanto pare.

  17. Very interesting analysis of why this stunt didn’t quite work. I feel like another big problem was that they didn’t reveal it was fake right away, which was confusing rather than exciting for customers.

  18. I didn’t really get the whole IHOB campaign deal because I live in another country (and was like what is everyone talking about this morning). But, your post is an interesting read since as I was surprised that IHOP didn’t get an increase in foot traffic. And, the reason why are perfectly sound. I am going to use these tips in the future, especially “Tie your campaign to an action before the business goal” (that is very important).

  19. Great point and thanks for sharing, I was a bit confused myself and I feel like they needed to look at the market deeper prior to making this change.

  20. Social Media can be great at creating that instant buzz factor, but definitely agree if you aren’t doing anything to align or improve your brand than the buzz that was created will be short lived.

  21. I guess I must have been living under a rock for the longest time because I have not heard about this IHOP and IHOb change. Based on what I have read in this post, I think the “change” needed to involve people/consumers. There was an advert but it did not have enough people thrust.

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